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Approfondimenti

PER SAPERNE DI PIÙ

Qui trovi tanti nuovi spunti per svolgere attività, formare e agire concretamente contro il problema della plastica in natura, coinvolgendo le nuove generazioni.
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CAPITOLO 3

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La bellezza degli ecosistemi acquatici

 

ESPLORANDO L’AMBIENTE ACQUATICO

PER FARE INSIEME

 

APPROFONDIMENTO ATTIVITA DEL CAPITOLO 3 PRESENTE NEL MANUALE

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Spunti online
WWF - Class controcorrente

 

APPROFONDIMENTO 1

Se non è possibile effettuare l’uscita sul campo, non si deve rinunciare alla conoscenza degli ecosistemi acquatici che può essere organizzata anche in classe o a casa, con qualche piccolo trucco. Proietta immagini di ecosistemi acquatici, sia di quelli più vicini alla scuola, che di altri più distanti: l’importante è scegliere solo immagini di ecosistemi ben conservati e integri. Puoi fare anche in classe un esercizio sul “ricordo” chiedendo ai bambini e alle bambine di raccontare una gita fatta insieme o un viaggio organizzato in famiglia, per evocare suoni, odori e la scoperta di nuovi animali e piante.

APPROFONDIMENTO 2

Puoi accompagnare tutta l’attività del punto 1 con la lettura di racconti, fiabe, leggende ispirate agli ambienti naturali citati. Le trame possono essere reinventate e ricostruite in classe anche attraverso laboratori di scrittura creativa: ai bambini, divisi in gruppi, possono essere dati gli stessi personaggi delle storie raccontate, ma con ambientazioni e finali da costruire insieme.
Ecco qualche spunto per iniziare la lettura: Tim Bowler, Il ragazzo del Fiume, Milano, Mondadori Junior 2000. Kennet Grahame, Il vento nei salici, Torino, Einaudi 1982. Eva Ibbotson, Trappola sul fiume mare, Firenze, Salani collana Gl’istrici, 2003.

 

APPROFONDIMENTO 3

Chiedi ai bambini e alle bambine di osservare le immagini presenti nella scheda da scaricare! Rappresentano una spiaggia con una serie di oggetti che si possono trovare proprio vicino al mare. Quali sono gli intrusi? Quali sono gli oggetti che, invece, dovrebbero esserci per natura? Scopritelo insieme, consegnando a ogni partecipante una copia delle immagini che si trovano sotto. Una volta che tutti i bambini e le bambine hanno trovato la soluzione, approfondite il tema insieme.

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UN TUFFO NEL MAR MEDITERRANEO

Spunti online
WWF - Rapporto “Mediterraneo in trappola”

APPROFONDIMENTO MAR MEDITERRANEO

La parola “Mediterraneo”, viene dal latino e vuol dire “in mezzo alle terre”. Infatti, il Mar Mediterraneo è circondato da tre continenti, Africa, Asia ed Europa ed è un mare.

semichiuso, collegato all’Oceano Atlantico tramite lo stretto di Gibilterra e al Mar Rosso tramite il Canale di Suez. La sua superficie è relativamente piccola, infatti, si estende per circa 3 milioni di km2. Il Mar Mediterraneo ha una grande importanza anche dal punto di vista storico, infatti sulle sue sponde sono sorte tra le più antiche civiltà.

PER FARE INSIEME

 

APPROFONDIMENTO 1

Chiedi ai bambini e alle bambine di realizzare una cartina del Mediterraneo utilizzando la carta lucida per ricalcare perfettamente ogni confine o catena montuosa. Poi chiedi di riportare sulla propria cartina informazioni simili a quelle che vedi nell’esempio seguente.

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APPROFONDIMENTO 2

Dividi i bambini in gruppi, assegna a ogni gruppo una delle specie simbolo del Mediterraneo: la posidonia, la tartaruga marina, la foca monaca, il capodoglio, la berta, etc. Chiedi a ogni gruppo o al singolo partecipante di realizzare la carta di identità della specie assegnata, nella quale saranno riportate le caratteristiche morfologiche, le abitudini di vita, ma anche le minacce a cui la specie è sottoposta. Se vuoi approfondire, proponi a ogni gruppo/singolo di inventare una storia che abbia come protagonista la specie assegnata.

COMPETENZE

Competenze attivate:
• Comunicazione nella madrelingua o lingua di istruzione.
• Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia.
• Competenze sociali e civiche.
• Consapevolezza ed espressione culturale.

Traguardi per lo sviluppo delle competenze:
Geografia
• L’alunno individua i caratteri che connotano paesaggi con particolare attenzione a quelli italiani.

Scienze
• L’alunno sviluppa atteggiamenti di curiosità e modi di guardare il mondo che lo stimolano a cercare spiegazioni di quello che vede succedere.
• Riconosce le principali caratteristiche e i modi di vivere di organismi animali e vegetali.

Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria (dalle indicazioni nazionali):
Geografia
• Acquisire il concetto di regione geografica e utilizzarlo a partire dal contesto italiano.
• Individuare problemi relativi alla tutela evalorizzazione del patrimonio naturale e culturale, proponendo soluzioni idonee nel proprio contesto di vita.

Scienze
• Proseguire nelle osservazioni frequenti e regolari, a occhio nudo o con appropriati strumenti, con i compagni e autonomamente, di una porzione di ambiente vicino; individuare gli elementi che lo caratterizzano e i loro cambiamenti nel tempo.
• Elaborare i primi elementi di classificazione animale e vegetale sulla base di osservazioni personali.

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CAPITOLO 4

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Conosciamo meglio la plastica

 

QUANDO È NATA, COME E PERCHÈ SI È DIFFUSA LA PLASTICA?

Spunti online
Corepla - La storia della plastica
Plastics Europe - Innovative material
Plastics Europe - Healthcare

APPROFONDIMENTO LA STORIA DELLA PLASTICA

La necessità da parte dell’uomo di ricercare materie “plastiche” ha un’origine molto antica. Già dal 2000 a.C. furono utilizzati polimeri naturali come creta, argilla, cera, etc., per costruire oggetti che fossero facilmente malleabili, modellabili e adatti all’uso domestico.
Infatti, la storia della plastica intesa come la conosciamo oggi, inizia nella seconda metà del 1800: era il 1862 quando Alexander Parkes presentò all’esposizione di Londra la prima resina a base di cellulosa, la parchesina (divenuta poi xilonite) e cioè il primo materiale plastico brevettato, che fu utilizzato per costruire scatole, manici, ma anche oggetti pieghevoli come parti di indumenti. Intorno al 1870 i fratelli Hyatt cercavano un materiale economico che potesse sostituire il costoso avorio con cui si costruivano le palle da biliardo. Mescolando, con particolari tecniche, nitrocellulosa e etanolo si ottenne la celluloide, sostanza che ebbe enorme diffusione soprattutto dopo l’invenzione del cinema perché con essa si realizzavano le pellicole. Quarant’anni più tardi, il chimico belga Leo Bakeland sintetizzò la bakelite, una materia plastica di grande robustezza utilizzata per la produzione di telefoni e radio, mentre il chimico svizzero Edwini Brandenberger realizzò il primo foglio di cellophane. Il vero “boom” delle materie plastiche si ebbe, però, intorno agli anni ’30 con l’invenzione del polivinilcloruro o PVC, e poi il plexiglass (il vetro acrilico), la formica per la produzione di piani di lavoro e banchi di scuola, la melamina per le prime stoviglie infrangibili, il nylon per le calze da donna e i paracadute, il polietilene.

Gli anni ’60 vedono l’affermazione delle materie plastiche nella vita quotidiana, molti oggetti di uso domestico iniziano a essere fatti di plastica e il materiale si afferma anche nell’ambito della moda e dell’arte, rappresentando in un certo senso, il simbolo di un nuovo stile di vita moderno.
Il materiale più diffuso diventa il moplen, leggero, resistente, flessibile: la plastica di cui sono fatti molti degli utensili (scolapasta, bacinelle, etc.) che abbiamo ancora oggi nelle nostre case. Alla realizzazione del suo brevetto partecipò anche Giulio Natta, ingegnere chimico italiano, per il quale vinse il premio Nobel nel 1973.
Col tempo, la plastica è diventata il principale materiale di cui sono fatti gli oggetti “usa e getta”, da quando, nel 1973, la DuPont mise sul mercato la prima bottiglia in plastica per le bevande gassate.
L’affermazione dell’utilizzo della plastica si deve sicuramente alle tante e utili caratteristiche possedute da questo materiale. Le materie plastiche hanno agevolato molte attività quotidiane rendendole più semplici, più economiche, più efficienti e più sicure. Ad esempio, tutte le componenti in plastica di un’automobile permettono di rendere il veicolo molto più leggero e a far risparmiare sui consumi di carburante.
Le materie plastiche sono fondamentali per la realizzazione di prodotti sanitari, proprio perché si possono facilmente costruire materiali usa e getta, resistenti all’attacco dei batteri e quindi, possono essere resi sterili più facilmente; infatti, i guanti, le siringhe, le sacche per il sangue e le valvole cardiache sono fatti di plastica.
La plastica ha grandi proprietà di isolamento termico ed elettrico, è resistente alla corrosione degli agenti atmosferici. Alcuni tipi di sostanze plastiche riescono ad avere la caratteristica della trasparenza e per questo vengono utilizzate anche per la creazione di dispositivi ottici.

PER SAPERNE DI PIÙ

 

Resina 
È una sostanza che può avere sia origine naturale, quando viene prodotta da alcune piante e ha una consistenza molle e appiccicosa, sia origine artificiale, se prodotta in laboratorio attraverso un procedimento di tipo chimico. La resina ha diversi utilizzi nell’industria alimentare, tessile e meccanica. A partire dagli anni novanta, viene molto utilizzata nel settore delle costruzioni, in particolare per la
realizzazione di rivestimenti come i pavimenti.

Cellulosa
È una sostanza che si trova nelle piante, conferisce rigidità e sostegno ed è molto diffusa in natura e nel regno vegetale. È grazie alla cellulosa, ad esempio, che gli alberi possono crescere forti e possenti, raggiungendo età e altezze molte elevate. Dal punto di vista chimico, la cellulosa è una lunga catena di zuccheri semplici.

Avorio
È un materiale di origine naturale che si ricava principalmente dalle zanne degli elefanti. È stato utilizzato fin dai popoli più antichi per produrre oggetti, gioielli, utensili per la casa. Nel secolo scorso veniva ancora impiegato per la produzione di palle da bigliardo, tasti di pianoforte, pettini e altri oggetti, data la sua elasticità e resistenza. Dal 1989, il commercio di questo materiale è stato vietato, in quanto per procurare l’avorio gli elefanti venivano uccisi o mutilati e questo ha comportato un grosso impatto soprattutto dell’elefante africano le cui popolazioni all’inizi degli anni settanta del secolo scorso venivano stimate in 1.300.000 individui mentre oggi restano poco più di 400.000 individui.

Celluloide 
È la prima sostanza plastica prodotta in modo industriale, è trasparente, elastica, resistente all’umidità e praticamente infrangibile, ma molto infiammabile. In passato, è stata molto utilizzata per la produzione di dischi, pellicole cinematografiche e giocattoli.

 

LA PLASTICA NON È TUTTA UGUALE!

Spunti online
Plastics Europe - What are plastics
Plastics Europe - Large family
Smaltimento plastica

PER FARE INSIEME

 

APPROFONDIMENTO 1

Chiedi ai bambini e alle bambine di cercare a casa oggetti fatti con differenti tipologie di plastica, PVC, PET, PP, HD, etc. In classe, aiutali a ritagliare quadratini/striscioline delle stesse dimensioni dai diversi oggetti e a scrivere su ognuno, con un pennarello materia plastica di cui è fatto.

Inserite i pezzi di plastica in una bacinella piena d’acqua e osservate quali vanno a fondo e quali galleggiano. Segnate su una tabella quali tipi di plastiche galleggiano e quali affondando. Ripetete l’esperimento aggiungendo una quantità di sale pari a 35 g per ogni chilo di acqua, per simulare la concentrazione di sale presente nell’acqua di mare. 
Quali sono gli oggetti che galleggiano anche in acqua salata? Quali vanno a fondo? Scrivi le informazioni in una tabella e discutine in classe.

 

ISOLE DI PLASTICA

PER FARE INSIEME

 

APPROFONDIMENTO 1

Realizza un pannello dove vengono indicati i tempi di decomposizione di alcune sostanze in plastica dopo essere state abbandonate in natura.

Poi, ritaglia delle carte rettangolari e chiedi ai bambini e alle bambine di disegnare gli oggetti oppure proponi di portare da casa gli oggetti reali. Attaccateli sul pannello in corrispondenza degli anni e discutete in classe dei danni che può provocare la plastica in natura.

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COMPETENZE

Competenze attivate:
• Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia.
• Competenze sociali e civiche.
• Consapevolezza ed espressione culturale.

Traguardi per lo sviluppo delle competenze:
Scienze
• L’alunno esplora i fenomeni con un approccio scientifico: con l’aiuto dell’insegnante, dei compagni, in modo autonomo, osserva e descrive lo svolgersi dei fatti, formula domande, anche sulla base di ipotesi personali, propone e realizza semplici esperimenti.

Tecnologia
• L’alunno conosce e utilizza semplici oggetti estrumenti di uso quotidiano ed è in grado di descriverne la funzione principale e la struttura e di spiegarne il funzionamento.

Geografia
• L’alunno si orienta nello spazio circostante e sulle carte geografiche, utilizzando riferimenti topologici e punti cardinali.
• Riconosce e denomina i principali “oggetti” geografici fisici (fiumi, monti, pianure, coste, colline, laghi, mari, oceani, ecc.)

Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria (dalle Indicazioni nazionali):
Scienze
• Individuare, nell’osservazione di esperienze
concrete, alcuni concetti scientifici quali: dimensioni spaziali, peso, peso specifico, ecc.
• Individuare le proprietà di alcuni materiali
come, ad esempio: la durezza, il peso, l’elasticità, la trasparenza, la densità, ecc.
• Avere cura della propria salute anche dal punto di vista alimentare e motorio. 

Tecnologia
• Effettuare prove ed esperienze sulle proprietà dei materiali più comuni.
• Riconoscere i difetti di un oggetto e immaginarne i possibili miglioramenti.

Geografia
• Acquisire il concetto di regione geografica e utilizzarlo a partire dal contesto italiano
• Individuare problemi relativi alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, proponendo soluzioni idonee nel proprio contesto di vita.

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CAPITOLO 5

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Cosa possiamo fare?

 

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLA PLASTICA, IL RICICLO LA RIDUZIONE

Spunti online
Esempi di quali oggetti riciclare o meno

PER FARE INSIEME

 

APPROFONDIMENTO 1

 

Inventa una storia che abbia come protagonista una bottiglietta di plastica che in seguito al riciclo prende nuova vita e viene trasformata in un altro oggetto utile per la vita quotidiana. 
Le storie realizzate dai bambini possono essere utilizzate anche come trama per un piccolo spettacolo teatrale da presentare in classe.

APPROFONDIMENTO 2

Consiglia ai bambini e alle bambine di trovare un’alternativa all’utilizzo di oggetti usa e getta, ad esempio: la borraccia al posto della bottiglietta di plastica, una shopper invece delle buste di plastica, le posate in acciaio invece di quelle usa e getta, oppure ridurre il consumo di cibo confezionato, etc. 
Poi, realizza con l’aiuto dei tuoi alunni un dépliant con tutti gli oggetti da poter usare al posto di quelli usa e getta. Potete realizzarlo insieme con disegni o con immagini trovare sul web. 
Ecco un esempio

APPROFONDIMENTO 3

Suggerisci ai bambini e alle bambine di aiutare i propri genitori a sistemare la spesa dopo essere andati al supermercato. Se alcuni imballaggi di cibo o materiali sono fondamentali, molti altri durano il tempo di riportare la spesa a casa e sono subito da buttare. Quindi, fai alcune domande:
quali sono gli imballaggi trovati nella vostra spesa? Si possono trovare alternative? Si possono acquistare cibi/prodotti che non abbiano tutti questi imballaggi? Esistono o possiamo immaginare alternative per l’imballaggio dei cibi? Approfondisci il tema e spiega perché delle volte gli imballaggi di plastica non sono necessari.

 

APPROFONDIMENTO 4

Organizza a scuola o a casa una festa del baratto: un incontro per scambiarsi, o anche solo regalarsi, oggetti che non si usano più. Progetta con tutti i bambini e le bambine dei banchetti su cui riporre gli oggetti da scambiare o da regalare. Poi, pensa alla merenda! Non può mancare in una festa che si rispetti! Ovviamente dovrà essere plastic free, quindi bicchieri, piatti e posate di plasticha , così come i cibi con imballaggi saranno banditi. Dopo la festa, chiedi che cosa ne pensano del fatto di non aver utilizzato oggetti in plastica.

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CAPITOLO 6

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E adesso partecipa a C’è di mezzo il mare

PER FARE INSIEME

 

APPROFONDIMENTO 1

 

Se organizzi un’uscita per pulire una spiaggia, potresti sfruttare l’occasione per far scoprire ai bambini e alle bambine com’è fatta la sabbia! 
Ma ricorda: è un lavoro che dev’essere fatto sul campo perché è necessario non portarne con sé nemmeno un granello. Per questo, chiedi a ogni partecipante di portare  una lente d’ingrandimento. Chiedi a tutti di raccogliere un campione di sabbia da un’area inquinata da plastica e di osservarla prima a occhio nudo, poi con la lente d’ingrandimento. Riuscite a vedere le microplastiche contenute nella sabbia? Hanno forme molto diverse. Le vedete con o senza lente di ingrandimento? Dopo aver risposto a queste domande, spiega ai bambini e alle bambine cosa si intende per microplastica, da dove viene questo materiale, perché le microplastiche sono pericolose, dove possono finire. Per farlo, utilizza tutti gli approfondimenti presenti nel manuale del progetto.

APPROFONDIMENTO 2

Durante la vostra uscita, raccogliete diversi tipi di rifiuti di plastica
Provate a classificarli in base alle caratteristiche, facendo anche riferimento alla tabella del paragrafo “La plastica non è tutta uguale!” del capitolo 4. Prima di realizzate il vostro supereroe di plastica, ordina i materiali raccolti su un tavolo, procurati un ventilatore e simula l’azione del vento sui rifiuti. Quali rifiuti volano e vengono trasportati dal vento? Quali restano fermi? In base alle caratteristiche della plastica che avete classificato, quali rifiuti secondo voi galleggiano e quali affondano?
Confronta le risposte dei bambini e delle bambine e approfondisci il tema facendo anche riferimento, se lo avete fatto in classe, all’esperimento sul galleggiamento.

COMPETENZE

Competenze attivate:
• Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia.
• Consapevolezza ed espressione culturale.
• Competenze digitali.
• Competenze sociali e civiche.
• Spirito di iniziativa e intraprendenza.

Traguardi per lo sviluppo delle competenze:
Scienze
• L’alunno individua aspetti quantitativi e qualitativi nei fenomeni, produce
rappresentazioni grafiche e schemi di livello adeguato, elabora semplici modelli.
• Rispetta e apprezza il valore dell’ambiente sociale e naturale

Tecnologia
• L’alunno è a conoscenza di alcuni processi di trasformazione di risorse e di consumo di energia, e del relativo impatto ambientale.

Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria (dalle Indicazioni nazionali):
Scienze
• Proseguire nelle osservazioni frequenti e regolari, a occhio nudo o con appropriati strumenti, con i compagni e autonomamente, di una porzione di ambiente vicino;
individuare gli elementi che lo caratterizzano e i loro cambiamenti nel tempo.
• Proseguire l’osservazione e l’interpretazione delle trasformazioni ambientali, ivi comprese quelle globali, in particolare quelle conseguenti all’azione modificatrice dell’uomo. 

Tecnologia
• Prevedere le conseguenze di decisioni o comportamenti personali o relative alla propria classe.
• Organizzare una gita o una visita ad un museo usando internet per reperire notizie e informazioni.